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Castelvecchio, le rovine della città fortificata

Da Sabrina Fattorini

Castelvecchio si trova presso la cima del Monte Cornocchio e vi si possono visitare ancora oggi le rovine della città fortificata. Ha una struttura difensiva, al cui interno sorgono i ruderi di abitazioni e i resti della chiesa di San Frediano.

Castelvecchio era una rupe sacra per il popolo Etrusco e qui edificarono una città, ma con il declino di questa civiltà, in periodo romano, fu abbandonata perché troppo lontana dalle vie consolari.

Castelvecchio, le rovine della città fortificata

Riscoperta dai Longobardi

Quando i Longobardi invasero l’Italia, l’insediamento fu riscoperto e fortificato perché ritenuto utile per la gestione del territorio da parte degli invasori.

Infatti l’area era attraversata da una strada che collegava il sud della Toscana con il Piemonte e la Lombardia, attraverso il passo della Cisa, evitando i territori Bizantini. Fu proprio su questo percorso che si sviluppò in seguito la via Francigena.

Nel 1100 Castelvecchio aveva la dimensione dei ruderi odierni ed era un libero comune con 100 abitanti dediti all’agricoltura.

Castelvecchio, le rovine della città fortificata

Tra San Gimignano e Volterra

Castelvecchio, pur vicinissimo a San Gimignano, era sottoposto all’autorità del Vescovo di Volterra. San Gimignano, nutriva delle mire sul borgo, così gli abitanti per evitare di essere invasi, accettarono il protettorato volterrano.

Nonostante ciò si costituirono come libero comune con la facoltà di autogovernarsi. La sua posizione tra Volterra e San Gimignano, lo rese ago della bilancia nelle dispute tra i due.

Per questo nel 1208, furono ricostruite le mura e rinforzate le fortificazioni, così Castelvecchio divenne una piccola città fortificata con una cinta muraria di 600 metri di forma ellittica.

Conquistata da San Gimignano

La cittadella non fu mai espugnata con le armi, ma fu occupata dai sangimignanesi con uno stratagemma. Nel 1250 ci fu un conflitto con i Camporbianesi, che non rispettavano i confini.

Questi, aiutati da San Gimignano, ingannarono le sentinelle presentandosi come truppe guelfe, la fazione a cui apparteneva Castelvecchio, così entrarono in città e i sangimignanesi si impadronirono del borgo.

Castelvecchio

Nel 1308 scoppiò la guerra fra Volterra e San Gimignano e Castevecchio fu il principale obiettivo dei volterrani. Assediata, la città resistette e lo scontro si spostò in campo aperto. San Gimignano vinse, ma per Castelvecchio fu l’inizio della fine.

Infatti il confine fu spostato a tre chilometri dal colle definendo così l’annessione di Castelvecchio ai territori di San Gimignano.

La fine

La cittadella fortificata così, non era più in postazione di frontiera: infatti i sangimignanesi costruirono un’altra fortezza, quella di Castel San Gimignano, che divenne la nuova postazione strategica.

Nel 1348, la peste nera decimò la popolazione e nel 1351, Castelvecchio fu ridotta ad un villaggio dove vivevano poche famiglie. Dopo la peste si cerco di rilanciare il borgo e nel 1450 fu ricostruita la torre del mastio, ma invano.

Nel 1452, un terribile terremoto danneggiò pesantemente la città e nel XVII secolo, Castelvecchio era ormai definitivamente abbandonata.

Castelvecchio

Le rovine

I ruderi della città fortificata di Castelvecchio, oggi sono ormai immersi nei folti boschi di cerri, querce e lecci. Le sue strade sono ricoperte di erba e del castello restano parte delle mura con il perimetro del 1208 e la cittadella è come nel XIII secolo.

Emergono le caratteristiche del castello feudale, un potente mastio quadrato con torre a difesa della porta principale. Ci sono inoltre, la chiesa con affreschi datati 1275, le case sparse, due mulini e una grande cisterna per l’acqua piovana.

Le mura e le torri, erano costruite con la pietra di Castelvecchio, che dalla vicina cava veniva esportata anche nei paesi limitrofi.

Le torri a nord e a sud sono state distrutte dai fulmini, la torre opposta alla porta principale è rimasta invece quasi intatta.

Castelvecchio, le rovine della città fortificata

Foto di Graziano Signorini

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