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I bottini di Siena

Da Sabrina Fattorini
I bottini di Siena

I bottini di Siena sono un sistema idraulico di raccolta e convogliamento delle acque piovane nelle numerose fonti medievali della città. Ben 25 km di gallerie sotto le vie cittadine arrivati ad oggi ancora funzionanti.

La città del Palio, non sorge su un fiume come la maggior parte delle città antiche. Quindi per l’approvvigionamento idrico, si scavarono i “bottini”, cioè una serie di gallerie con la volta “a botte”. Servivano a raccogliere le infiltrazioni dell’acqua piovana cadute sulle colline circostanti per alimentare le decine di fonti medievali sparse in tutta la città.

La storia dei bottini di Siena

I bottini, sono un sistema di approvvigionamento idrico, utilizzato da millenni dal Medio Oriente all’Africa. Gli Etruschi ed i Romani lo utilizzarono spesso, tanto che ne restano tracce a Tarquinia, Veio e in alcuni borghi senesi.

Ma è solo a Siena che i bottini consentirono lo sviluppo urbano e crebbero con la città consentendo di soddisfare le necessità idriche di una delle città più ricche e popolose del Medioevo. Pensiamo che all’epoca le città più importanti come Firenze o Roma, erano state costruite sui grandi fiumi.

La costruzione

Le prime testimonianze storiche di gallerie per l’approvvigionamento idrico a Siena risalgono al 394 d.C. ma è solo nell’XI secolo che iniziarono i grandi lavori che consentirono di far fronte alle necessità di una città in espansione. Si scavarono chilometri di gallerie utilizzando preesistenti fonti etrusche e romane. Quando si individuava la presenza di acqua, ad esempio una piccola sorgente, si scavava una galleria che seguiva la vena con una lieve pendenza. Nello scavo si aveva cura di tenersi sempre tra i due strati che compongono le colline senesi: quello superiore di sabbia che filtra l’acqua piovana, e quello inferiore di argilla che la trattiene. Questi due strati sono sabbie e argille sedimentate sul fondo di un antico mare.

Questo gioiello di ingegneria idraulica medievale è stata l’unica fonte di acqua potabile della città fino alla Prima Guerra Mondiale ed è ancora oggi funzionante. Ci sono ancora famiglie senesi nel Centro Storico che sono approvvigionate dai bottini. Ma i tratti più lontani dalle fonti sono soggetti ad interramenti a causa di frane, per la penetrazione delle radici degli alberi e gli accumuli di fango nel gorello. I bottini infatti richiedono moltissima opera di manutenzione. Da molti anni l’Associazione La Diana, si occupa del recupero, della manutenzione e della valorizzazione di questa opera e fornisce guide specializzate per le visite.

Il museo dell’Acqua

I bottini di Siena, sono quasi tutti percorribili a piedi e creano uno straordinario mondo sotterraneo ancora oggi visitabile. Le gallerie sono ad altezza uomo, scavate nel terreno, rivestite con una volta a mattoni. L’acqua scorre in un canaletto chiamato “gorello” così non si cammina con i piedi nell’acqua. La città offre la possibilità di visite guidate nei bottini di Fonte Gaia, Fonte Nuova d’Ovile e Fonti di Pescaia, dove si può visitare il Museo dell’Acqua.

L’acqua in casa

Nell’Ottocento, grazie ai bottini, le ricche famiglie senesi poterono avere l’acqua in casa senza doversi approvvigionare alle numerose fonti cittadine. Si stipularono contratti per 1/2 dado, 1,2 o 3 dadi. Il dado era un foro al centro di una piastra che sbarrava una canaletta di derivazione. Resta testimonianza di ciò all’interno delle gallerie, grazie a delle targhe che indicano la quantità di dadi che l’utente poteva ricevere. Questa dei dadi è stata l’unica modifica subita dai bottini dal Medioevo.

Le leggende

Naturalmente questo mondo sotterraneo ha alimentato leggende, come quella della Diana, il grande fiume che secondo la leggenda scorreva sotto la città. I senesi lo hanno cercato per secoli senza successo. Era talmente grande il sogno di avere il loro fiume, che qualcuno credeva di sentirne il rumore, nel silenzio della notte. Nonostante gli sforzi, la ricerca è stata vana e Dante Alighieri si è divertito a prendere in giro i senesi per questo affanno.

Un’altra leggenda che riguarda i bottini di Siena è quella degli omiccioli e dei fuggisoli, figure strane che si aggiravano nelle gallerie.

I bottini di Siena

 

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