Home TERRITORIORacconti e Leggende Il Piatto delle Streghe a Piancastagnaio

Il Piatto delle Streghe a Piancastagnaio

Da Sabrina Fattorini

Ci sono varie leggende legate a questa vasca in pietra, oggi poco accessibile per le visite, detta “il Piatto delle Streghe” a Piancastagnaio.

La storia

Il Piatto delle Streghe, è una vasca poco profonda scavata in un unico blocco di pietra peperina, una bella pietra magmatica che si trova in zona. Probabilmente nel progetto originario della vasca avrebbe dovuto stare una statua, forse un Nettuno, ma questo non lo sapremo mai. Fu costruita per il giardino pensile del palazzo del marchese Giovan Battista Bourbon del Monte a Piancastagnaio, agli inizi del 1600. Dopo la costruzione del Palazzo, il marchese rinnovò il bellissimo giardino pensile adiacente che era stato di proprietà dei conti Orsini di Pitigliano: un giardino così bello che si meritò l’appellativo di Belvedere. Nome rimasto oggi alla piazza di fronte al palazzo.

Con il tempo i giardini furono dimenticati e la fontana spostata in via del Mugnellino, distante dal palazzo, dove si trova ancora oggi, semi abbandonata.

Perché venga chiamata così non è storicamente accertato, ma ci sono varie leggende in merito.

Il bambino di Ferro

Nel luogo dove si trova la vasca si trovavano tanti cunicoli scavati tra quell’area e il paese. Si diceva che le streghe vi passassero le giornate, per poi uscire di notte, fino alle prime luci dell’alba. Di notte facevano, balli, canti e grandi banchetti, si diceva, ma in realtà nessuno le aveva mai viste.

Ma una notte, un contadino, che viveva nei paraggi, soprannominato Ferro per la robustezza della sua corporatura, sentì dei rumori ed andò a guardare dalla finestra. Proprio dalla parte del Piatto delle Streghe, vide bagliori strani e corpi in movimento. Pensò subito che fossero le Streghe in movimento e volle restare a guardare, ma vedeva solo corpi in movimento e luci accecanti.

Per un po’ restò paralizzato dalla paura, subito dopo però si preoccupò dell’incolumità del figlioletto neonato, perché si narrava che e streghe rapissero i bambini. Andò a vedere nella culla, e del neonato, neppure l’ombra.

Il rapimento

In preda al terrore, corse verso il Piatto delle Streghe per riprendersi il bambino. Si ricordò dell’esistenza dei cunicoli e si mise a cercarlo proprio lì dentro, pensando che fosse un buon nascondiglio. Infatti dopo una ricerca estenuante, lo trovò al Bagno degli Ebrei, località opposta al Piatto delle Streghe, dove andavano gli Ebrei per la Festa delle Capanne.

Qui vide le streghe che si passavano il bambino tra le mani, davanti ad un calderone di olio bollente. Nessuna di loro lo voleva immergere perché tutte erano più o meno loro parenti. Così Ferro con prontezza, lo sfilò dalle mani di una strega, dichiarando che sarebbe stato lui, a gettarlo nell’olio bollente, dato che non vi era alcun grado di parentela con il bambino.

Invece corse a perdifiato con il bambino in braccio, lontano da loro. Le streghe accortesi dell’inganno lo rincorsero e lo avrebbero anche preso se Ferro, ancora una volta con la prontezza di chi difende la vita di un figlio, non avesse esibito la collanina con il Crocifisso. Le streghe sparirono come per magia e Ferro tornò a casa con il figlioletto, sano e salvo.

Il Piatto delle Streghe a Piancastagnaio oggi

Oggi la vasca si trova in un campo di proprietà privata e non sappiamo ancora perché si chiami così. Ma c’è sempre stata curiosità su questo nome. Così tanta da spingere una maestra di Piancastagnaio, Maddalena Fatini, a scrivere un racconto, ormai diventato leggenda.

Ci sono progetti in merito alla sistemazione dell’area, che speriamo vengano attuati, per rendere lo splendore originario alla vasca. Forse non sono stati realizzati per paura del ritorno delle streghe?

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