Home TERRITORIOArte e Cultura La Via Crucis della chiesa di Sant’Agostino

La Via Crucis della chiesa di Sant’Agostino

Da Sabrina Fattorini
La Via Crucis della chiesa di Sant'Agostino
Formella della stazione VIII della Via Crucis – Ph. Simona Pacini

All’interno della chiesa di Sant’Agostino, a Colle Val d’Elsa, merita di essere conosciuta per diversi motivi la Via Crucis. Quello religioso è fuori discussione. Uno è l’aspetto del valore artistico, l’altro riguarda la storia del suo restauro, avvenuto pochi anni fa.

L’opera, costituita da quattordici mattonelle in terracotta (tante quante sono le stazioni della Via Crucis) è stata realizzata dall’eclettico artista Pier Giorgio Baldi in gioventù. 

“Quando era ragazzo, avrà avuto una ventina di anni, – racconta la sorella Nina, colligiana – Pier Giorgio non aveva un lavoro. Così collaborava con il nostro babbo, Drea, che aveva il suo laboratorio artigiano proprio nella piazza di Sant’Agostino. Era il Dopoguerra e quando mio fratello seppe che i Salesiani avevano bisogno di una Via Crucis si offrì di farla lui. La fece la donò alla chiesa”.

Durante i lavori di restauro della chiesa, avvenuti qualche anno fa, le formelle sparirono dalle colonne dove erano rimaste per oltre sessant’anni. È stata proprio Nina ad accorgersi però che, una volta finita la ristrutturazione dell’edificio, le opere realizzate dal fratello non erano più esposte. Così, prese informazioni dai Salesiani, l’ordine che gestisce il complesso religioso colligiano, Nina scopre quindi che i quattordici bassorilievi sono ancora negli scantinati. Chiede di vedere le opere e le trova polverose e ammucchiate in un angolo, buttate l’una sull’altra senza alcuna protezione. Questa incuria, fa sì che alcuni pezzi si sono rotti.  

Nina, diminutivo di Annunziata, è un’artigiana, appassionata di tutto ciò che è il lavoro manuale. Per cui non ci pensa due volte. Chiede ai religiosi di poter portare a casa propria le opere del fratello per poterle restaurare.  

La Via Crucis della chiesa di Sant'Agostino
Interno della chiesa di Sant’Agostino – Ph. Simona Pacini

Il restauro della sorella Nina

Tempo pochi mesi e i bassorilievi tornano come nuovi, ancora più belli di prima, pronti ad essere esposti di nuovo sulle colonne della chiesa gotica. Oggi sono di nuovo al loro posto per segnare le quattordici stazioni della Via Crucis.

 “L’ho fatto solo per amore di mio fratello. – racconta Nina – Non potevo sopportare che quelle opere fossero abbandonate così. Poi mi piace restaurare, ridare vita alle cose, molto più che creare. Con l’occasione del restauro l’ho migliorata.- continua Nina – Al tempo infatti i pannelli erano stati verniciati da mio padre con una vernice spray rosso scuro. Io li ho ripassati a pennello, patinati in oro e dipinti con una vernice speciale che rende un effetto simile al bronzo. Poi e ci ho passato la cera. Insomma, li ho valorizzati”. Nel 2018 Pier Giorgio, che nel frattempo da Firenze dove aveva abitato, si era trasferito a San Miniato con la compagna Paola Mazzanti, è mncato.

La sua scomparsa ha reso ancora più significativo l’intervento di restauro operato dalla sorella. Infatti, Nina ha restituito alla chiesa di Sant’Agostino, ai Salesiani e alla comunità colligiana un’opera che sarebbe stata dimenticata. Adesso invece la Via Crucis della Chiesa di Sant’Agostino, è nuovamente al suo posto anziché nella polvere di uno scantinato.

La Via Crucis della chiesa di Sant'Agostino
Da sinistra, Nina e Pier Giorgio Baldi con Paola Mazzanti

Lascia un commento

Potrebbe piacerti anche

Questo sito web utilizza i coockie per fornire all'utente una maggiore facilità di navigazione. Speriamo che questo possa darti la migliore esperienza possiile. Se vuoi puoi disattivare i cookie o leggere in maniera approfondita come trattiamo i tuoi dati. Clicca "accetto" per procedere o "leggi di più" per leggere la nostra normativa sulla privacy Accetto Leggi di più