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La Fortezza di Poggio Imperiale

Da Sabrina Fattorini
La Fortezza di Poggio Imperiale
La cinta muraria

Fu Lorenzo il Magnifico a volere la Fortezza di Poggio Imperiale, costruita tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento per rafforzare le difese del territorio fiorentino.

L’incarico fu affidato a Giuliano da Sangallo prima e poi al fratello Antonio detto “il Vecchio”. I lavori iniziarono, ma non furono portati a compimento per due motivi essenziali: la morte del Magnifico nel 1492 e l’evoluzione del conflitto tra Firenze e Siena, che fece perdere alla Fortezza l’importanza strategica iniziale. Così è giunta ai giorni nostri, incompiuta, ma ben leggibile proprio perché priva di contaminazioni architettoniche successive.

Ma la sua importanza nella storia dell’architettura militare resta grandissima. Nessuna altra impresa urbanistica intrapresa nel XV secolo nell’Italia centrale ha le caratteristiche di maestosità di questa. Infatti, sul Poggio Imperiale non si voleva costruire solo una fortezza ma si volle avviare la fondazione di una città nuova. 

La Fortezza di Poggio Imperiale
Il parco della Fortezza e sullo sfondo la basilica di San Lucchese

La cinta muraria

L’opera è formata da due strutture legate fra loro: la cerchia muraria e la fortezza vera e propria. Sul pendio occidentale del colle si snoda la cinta muraria che non fu mai completata, è lunga circa 1 km ed è modellata sull’orografia del terreno

La Fortezza di Poggio Imperiale
La cinta muraria

La Fortezza

La pianta della fortezza, segue il terreno adattandosi alla morfologia del rilievo e ne sfrutta le caratteristiche per l’azione difensiva. Poderose mura perimetrali, circondano la collina di Poggio Imperiale e sulla sommità svetta il Cassero, vera particolarità della Fortezza. Una fortificazione a pianta pentagonale con bastioni ai vertici, riferita per la sua forma antropomorfa alla “città ideale” di Francesco di Giorgio Martini.

L’opera è realizzata in mattoni, tranne gli angoli e le troniere che sono in pietra. L’intercapedine delle mura è dotata di una galleria di ascolto per le mine nemiche.

La Fortezza di Poggio Imperiale
La Fortezza, la piazza d’armi e sul fondo il Cassero

La costruzione

L’edificazione iniziò nel 1505 con il fronte bastionato con un’unica porta d’ingresso e due torrioni laterali. Varcata la porta una strada in terra battuta ci conduce al culmine del rilievo, dove sorge la fortezza. Sulla sinistra della porta si erge una torre in pietra, unico resto dell’insediamento precedentemente esistente sul poggio, inglobata nel nuovo sistema difensivo.

Dall’unica porta, una volta dotata di ponte levatoio, si apre un lungo corridoio d’ingresso che sfocia nella piazza d’armi, una grande area a cielo aperto, dove oggi si svolgono eventi e manifestazioni.

Il bastione di nord est è caratterizzato da numerose camere interne con stretti passaggi, un fitto sistema di cannoniere e sfiatatoi per espellere i fumi creati da fucili e cannoni. Vi è inoltre un forno, per sfamare le truppe e una grande sala circolare.

Dalla piazza d’armi si può salire all’area interna passando da una costruzione a quattro piani, chiamata Cassero. In realtà era una specie di “caserma”, che occupa tutto il lato d’ingresso, disposta sull’asse nord-sud.

Durante gli anni di abbandono, la natura, aveva quasi totalmente inglobato la costruzione, ma era ancora in buono stato di conservazione, essendo costruita per essere indistruttibile.

Un restauro conservativo l’ha resa nuovamente fruibile, così l’area è adesso un parco pubblico, dove si può fare un interessante percorso nell’architettura militare rinascimentale.

La Fortezza di Poggio Imperiale
Il parco della Fortezza di Poggio Imperiale

L’Archeodromo

Grazie al restauro della Fortezza e a numerosi scavi archeologici, sono tornate alla luce tracce di precedenti insediamenti.

Dal 2014 l’area ospita L’Archeodromo di Poggibonsi, riproduzione in scala 1:1 di un villaggio di periodo franco (IX – metà X secolo), che consiste in una azienda curtense composta da una grande capanna, la residenza padronale, circondata da diverse strutture più piccole adibite a granai, attività artigianali ecc.

L'Archeodromo
L’Archeodromo

Foto di Graziano Signorini

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