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La leggenda di Sant’Ansano

Da Sabrina Fattorini
La leggenda di Sant'Ansano
Simone Martini, Sant’Ansano (1320 ca.)

La leggenda di Sant’Ansano, detto anche San Sano, narra le vicende del santo, protettore insieme a Santa Caterina della città di Siena. Una storia a cavallo tra leggendda e realtà storica, che va conosciuta per capire meglio la città.

Un giovane romano di nobili origini

Sant’Ansano era un giovinetto di una nobile famiglia romana, che si convertì al Cristianesimo in tenera età.

Durante la terribile persecuzione di Diocleziano, fu accusato dal prefetto per la sua fede e per la sua capacità di compiere miracoli: aveva infatti restituito la vista ad un cieco.

Lo minacciarono di morte se non avesse abiurato la fede cristiana, torturarono ed uccisero la sua nutrice davanti ai suoi occhi, ma la sua fede resò salda.

La predicazione senese

La sua famiglia era comunque una delle più influenti di Roma, e fecero di tutto per liberarlo. Lo fecero fuggire a Siena, dove il ragazzo continuò a predicare la fede cristiana e a battezzare chiunque lo desiderasse. In breve fece molti proseliti.

Giunta a Roma la notizia che Ansano predicava a Siena, il prefetto Lisia, fu inviato subito a risolvere la faccenda. Sant’Ansano fu arrestato e rinchiuso nella Torre della Rocchetta.

La leggenda di Sant'Ansano
Torre della Rocchetta

La torre aveva una finestrella bassa, ancora visibile, dalla quale Ansano, predicava e battezzava i senesi, nonostante la prigionia.

Il martirio

I pagani decisero allora la condanna a morte del giovane. Lo tirarono fuori di prigione e lo portarono in giro per le vie di Siena bastonandolo, per dare l’esempio a chi si convertiva.

In quella che doveva essere una prova di forza dei romani e la sottomissione del giovane, accadde tutt’altro. Uno dei bastoni, gettati dalle guardie presso l’Arco de’ Rossi, si trasformò in albero, radicando e germogliando in pochi istanti. Quando passarono sotto la Porta Salaria, le statue degli idoli pagani intorno all’arco si disintegrarono.

Fuori città era stata preparata una grande caldaia di olio e pece bollente e il santo vi fu gettato. Appena il corpo del santo entrò in contatto con i materiali bollenti, tutto si raffreddò immediatamente e Ansano non riportò alcun danno.

Allora i pagani furiosi, andarono per le spicce, tagliandogli la testa con un colpo di scure. Questa cadendo fece tre balzi facendo uscire dalla terra tre getti d’acqua sorgiva. Questa fonte esiste ancora oggi nella Cappella di Sant’Ansano a Dofana.

La leggenda di Sant'Ansano

Oltre la leggenda di Sant’Ansano

Sant’Ansano, detto anche San Sano, è il protettore di Siena insieme a Santa Caterina.

La torre in cui venne richiuso Sant’Ansano, è quella della Rocchetta in Castelvecchio di origine Romana.

La Pieve di Sant’Ansano a Dofana, si trova ad una decina di chilometri da Siena e non distante, una cappella ortogonale sorge sul luogo del martirio del santo. Al suo interno si trova una polla d’acqua, chiusa da una grata.

La testa del santo, rimbalzando sul terreno, avrebbe fatto scaturire tre polle d’acqua come quella di San Paolo a Roma.

Iresti del santo furono nascosti per sottrarli alle profanazione dei pagani. Restarono nascosti e dimenticati fino al 1177, quando per un altro miracoloso evento una pastorella li scoprì.

Le reliquie vennero portate trionfalmente a Siena, dove furono conservate in Duomo. La testa del Santo invece fu portatata ad Arezzo, dato che il ritrovamento era stato fatto in un territorio della diocesi di Arezzo. Il frammento di un braccio, rimase invece a Dofana.

Nel 1359, il corpo di Ansano fu bruciato da un fulmine ed è rimasto solo il braccio sinistro.

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